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	<title>Laghi d'Italia</title>
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	<description>Web magazine di viaggi e informazione turistica sui laghi italiani</description>
	<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:59:17 +0000</pubDate>
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		<title>Un&#8217;oasi sul Garda</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

		<category><![CDATA[Cucina e Ristoranti]]></category>

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		<category><![CDATA[Itinerari e guide di viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Laghi d'Italia]]></category>

		<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>

		<category><![CDATA[Giardino Botanico]]></category>

		<category><![CDATA[Lago di Garda]]></category>

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		<description><![CDATA[L'oasi botanica creata da Arturo Hruska, oggi conosciuta come Fondazione André Heller - dal nome dell’artista che ha comprato la proprietà -, è la testimonianza della profonda passione ispiratrice che le rive del Garda emanano, certamente un luogo “di culto” imperdibile per chi avesse la fortuna di sostare per qualche giorno in zona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1647" class="wp-caption alignleft" style="width: 157px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/locandina-heller.jpg"><img class="size-medium wp-image-1647" title="locandina-heller" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/locandina-heller-147x300.jpg" alt="Un dettaglio del giardino botanico" width="147" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un dettaglio del giardino botanico</p></div>
<p>A volte, trovare un modo per descrivere luoghi  talmente belli che si raccontano da soli risulta davvero difficile, ma poi  facendo un poco attenzione alle storie, ai particolari e ai volti che abitano  questi posti si può trovare con facilità un aneddoto. Per esempio, avrei potuto  iniziare a parlare degli scenari magici che si possono trovare nel Parco  dell’alto Garda Bresciano, da cui spesso son stato rapito; senza dubbio avrei  attaccato citando, non so, Gabriele D’Annunzio, per poi accennare al clima e  alle magnificenze della natura. Ma sicuramente l’effetto sarebbe stato banale e  non abbastanza efficace per emozionarsi.</p>
<p>Sarebbe stato meglio raccontarvi, anche  brevemente, la storia di un uomo, della sua passione e dell’amore per questa  terra. Come per esempio <strong>Arturo Hruska</strong>, medico di  origine boema, che fu dentista degli zar dal 1911 al 1914, della famiglia reale italiana,  dei papi Pio XII e Giovanni XXIII, e di re Alberto del Belgio.</p>
<p>Persona colta e ricercatore attento, i suoi studi  gli procurarono fama internazionale portandolo in giro per tutto il mondo, dal  cuore dell’Africa alla Lapponia. Da tutti i suoi viaggi Hruska tornava con  specie botaniche rarissime. Tornava dove? Ebbene sì, alla sua amata villa di <strong>Gordone Riviera</strong>, vicino a Salò. E così  il suo terreno di 10.000 metri quadrati si trasformò in un orto botanico.</p>
<p>Il cittadino onorario del piccolo paese sul lago  si dedicò con costanza al suo giardino e il suo ingegno poetico gli permise in  questo modo di creare una sorta di angolo di montagna con rocce dolomitiche ed  essenze alpine in un ambiente che alpino non era, ricostruendo gli habitat  originali di specie botaniche provenienti da Tibet, Canada, Australia e Nuova  Zelanda.</p>
<p>La specie più rara del giardino rimane la <em>Metasequoia glyptostroboides</em>, una pianta  nata dai semi che il medico boemo trovò nel carbon fossile, in Cina. E tra i  diversi colori che si alternano nelle stagioni e i lievi profumi, l’acqua  unifica la variegata natura dell’intero parco: ruscelli, piccoli stagni,  cascatelle impreziosiscono l’intera oasi.</p>
<p>Il giardino, oggi <strong>Fondazione André Heller</strong>, dal nome dell’artista che ha comprato la  proprietà, resta a testimonianza di una profonda passione ispiratrice che le  rive del Garda emanano, certamente un luogo “di culto” imperdibile per chi  avesse la fortuna di sostare per qualche giorno in zona.</p>
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		<title>Santa Caterina sul Lago Maggiore</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

		<category><![CDATA[Itinerari e guide di viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Laghi d'Italia]]></category>

		<category><![CDATA[arte e cultura]]></category>

		<category><![CDATA[Lago Maggiore]]></category>

		<category><![CDATA[Santa Caterina]]></category>

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		<description><![CDATA[L’eremo di Santa Caterina, è un luogo sospeso tra spazio e tempo, una sfida alla natura. A Sasso Bàllaro la civiltà monastica ha fatto nicchia nella più mirabile conformazione rupestre di tutto il Lago Maggiore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1629" class="wp-caption alignleft" style="width: 245px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/veduta-eremo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1629" title="veduta-eremo" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/veduta-eremo-235x300.jpg" alt="Veduta dell'eremo di Santa Caterina" width="235" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta dell&#39;eremo di Sanata Caterina</p></div>
<p>L’<strong>eremo di Santa Caterina</strong>, è un luogo sospeso tra spazio e tempo, una sfida alla natura. A <strong>Sasso Bàllaro</strong> la civiltà monastica ha fatto nicchia nella più mirabile conformazione rupestre di tutto il Lago Maggiore.</p>
<p>Quest’eremo costituisce uno dei capitoli più importanti e significativi della storia dei territori circostanti. Uno straordinario equilibrio di forze, una stupefacente coincidenza di predisposizione naturalistica e fortunata intelligenza artistico-culturale.</p>
<p>A strapiombo sul lago, è uno spettacolo a sbalzo, come un fiordo marino, spesso infuocato da un sole quasi mediterraneo. Questo luogo racconta la storia del naufragio di Alberto Besozzi, di Arolo, travolto con la sua barca dal vento furioso di “mergozzo”; il quale, salvatosi per miracolo, dopo aver invocato Santa Caterina, si fece per voto eremita, dedicando da allora in poi la sua vita alla preghiera. Al suo seguito si radunarono spontaneamente altri eremiti che si raccolsero nella <strong>domus e Saxobalaro</strong>.</p>
<p>L’eremo, verso la fine del XIV secolo (1379) si aggregò all’ordine degli <strong>eremitani di Sant’Ambrogio ad Nemus di Milano</strong>; accostato alla chiesa di <strong>San Nicolao</strong>, che risale agli inizi del XIV secolo, può essere a pieno titolo definito una delle nicchie di fede più singolari di tutta Europa, tappa obbligata per chi volesse scoprire tesori nascosti e itinerari del culto.</p>
<div id="attachment_1630" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/santa-caterina.jpg"><img class="size-medium wp-image-1630" title="santa-caterina" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/santa-caterina-300x223.jpg" alt="Eremo di Santa caterina" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Eremo di Santa Caterina</p></div>
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		<title>Lago di Como sulla spiaggia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Itinerari e guide di viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Laghi d'Italia]]></category>

		<category><![CDATA[Sport e Tempo Libero]]></category>

		<category><![CDATA[Lago di Como]]></category>

		<category><![CDATA[Spiagge]]></category>

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		<description><![CDATA[Domaso, Pianello, Cremia e la graziosa Gera Lario, sono solo alcuni dei piacevoli lidi che si possono trovare lungo il Lago di Como. Tutte occasionioni per fuggire dall'arsura estiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1623" class="wp-caption alignleft" style="width: 221px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/siagge-da-scoprire.jpg"><img class="size-medium wp-image-1623" title="siagge-da-scoprire" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/siagge-da-scoprire-300x225.jpg" alt="Spiagge da scoprire" width="211" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">Spiagge da scoprire</p></div>
<p>Forse è un po’ presto, ma penso già a questa  estate. In queste gelide giornate di brina, m’immagino di camminare per strada  in shorts, sandali e magliettina, libero sotto il sole. Ma poi mi viene in  mente che quando arriva il caldo, quello serio, qui a Milano non è poi così  tanto divertente.</p>
<p><strong>E il bel  sogno sfuma.</strong> In effetti quante volte mi è capitato di non riuscire a  sopportare neppure la bella stagione, specie quando torrida, e quante volte  durante i weekend estivi mi vien voglia di fare un salto al mare, ahimè così distante, per mettermi in costume sdraiato, lontano da strade e cemento. Mi  capita di pensare così, ad alta voce, ogni tanto, anche quando sono in ufficio,  e per quelli che mi stanno intorno non è divertente.</p>
<p><strong>Ma un bel  giorno arriva un mio collega</strong> e mi butta lì sulla scrivania una breve guida  sui posti da scoprire intorno al Lago di Como, come per dire: <em>cosa stai sempre lì a frignare</em> <em>sognando di fuggire chissà dove che abiti a  un quarto d’ora da una meraviglia di Lago? Prendi su, sta un po’ zitto e non  lamentarti più.</em> Così incomincio a sfogliarmi la piccola guida.</p>
<p><strong>E non ci  impiego molto per scoprire che in zona è pieno di splendidi</strong> <strong>posti</strong> e invitanti spiagge come Domaso,  Pianello, Cremia e la piacevole Gera Lario. Verso Como, sulla sponda occidentale,  si trovano numerosi lidi attrezzati, tra cui Menaggio e Cadenabbia, con  svariati servizi come piscina e ristorante, che la sera si trasformano in  scenografiche discoteche sul lago. Tra queste sorprese c’è anche il lido di  Lenno: all’imbrunire, la spiaggia sabbiosa viene liberata dagli ombrelloni per  far posto a piccoli tavolini che poi vengono illuminati da grandi fiaccole,  dove ci si può accomodare per un romantico aperitivo.</p>
<p>Anche <strong>le  piccole spiagge dell’Isola Comacina</strong>, l’unica isola del lago raggiungibile  con un servizio di piccole barche da Sala Comacina, <strong>meritano di certo una visita</strong>. Mentre nei pressi di Torno si trova  il lido di Riva, la piccola spiaggia della comunità di Faggeto Lario con un  grazioso bar e acque cristalline. Pulite sono anche le acque di alcuni laghi  briantei, come il lago di Segrino, contornato da un affascinante paesaggio  montano, con rilassanti spiagge libere, e il piccolo lago di Montorfano, con un  lido da cui si può accedere alle placide acque tra boschi e canneti.</p>
<p>Beh, già sembra abbastanza, in effetti di posti  dove rifugiarsi dall’afa ce ne sono e, se tutto va bene, ci scappa pure un bel  tuffo. Chissà come, ma non ci avevo mai pensato, forse è meglio incominciare a  lamentarsi di meno e guardarsi intorno un po’ di più.</p>
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		<title>Tremezzo, Villa Carlotta e aperitivo lounge</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 13:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Che bella sorpresa Tremezzo. Alla fine del lungolago abbiamo trovato, quasi per caso, Villa Carlotta (XVIII sec.). Qualcuno ci disse che un bel giro nei dintorni meritava: tra i graziosi centri abitati sparsi dal lago fino alla collina, i numerosi edifici religiosi di interesse artistico e la piacevole natura, sarebbe stato difficile non rimanere stupiti e appagati dalla gita. Così un bel sabato di fine marzo decidiamo di constatare di persona...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1613" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/tremezzo-villa-carlotta.jpg"><img class="size-medium wp-image-1613" title="tremezzo-villa-carlotta" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/tremezzo-villa-carlotta-300x225.jpg" alt="Veduta del giardino di Villa Carlotta" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta del giardino di Villa Carlotta</p></div>
<p><strong>Che bella  sorpresa Tremezzo</strong>. Alla fine del lungolago abbiamo trovato, quasi per caso,  <a href="http://www.villacarlotta.it/sito/index.php" target="_blank">Villa Carlotta</a> (XVIII sec.). Qualcuno ci disse che un bel giro nei dintorni  meritava: tra i graziosi centri abitati sparsi dal lago fino alla collina, i  numerosi edifici religiosi di interesse artistico e la piacevole natura,  sarebbe stato difficile non rimanere stupiti e appagati dalla gita. Così un bel  sabato di fine marzo decidiamo di constatare di persona.</p>
<p><strong>Mattinieri,  partiamo da Milano</strong> per la zona nord-ovest del lago di Como verso Porlezza,  Bolvedra e appunto Tremezzo. Se inizialmente pensiamo di prendere l’autostrada  A9 Milano-Laghi, uscire per Como Nord e seguire la statale 340, una piccola  dritta di un amico ci fa cambiare idea e scegliamo di fare una strada un po’  meno comoda, ma ben più caratteristica. Ci dirigiamo verso Lecco, destinazione  Bellagio, per una bella colazione nel tipico porticciolo lacustre e con 20  minuti di traghetto, su di uno specchio d’argento, muti in contemplazione dei  paesaggi, siamo a Tremezzo.</p>
<p><strong>Incominciamo  a girare</strong> per il paese per ambientarci e poi istintivamente ritorniamo a  passeggiare lungo le rive del lago ed ecco che incontriamo la magnifica Villa  realizzata dal marchese Giorgio Clerici. Questa sontuosa dimora è di una  eleganza strepitosa. Divenuta di proprietà di Gianbattista Sommariva, noto  collezionista d’arte, divenne un museo (vi sono conservate sculture del Canova), poi  in seguito venne acquistata da Marianna di Nassau che la donò alla figlia, la  principessa Carlotta di Prussia, come regalo di nozze.</p>
<p><strong>Persi nel  verde.</strong> Rimaniamo colpiti dalla bellezza del giardino che ha una fisionomia  tutta particolare: una via di mezzo tra stile inglese e all&#8217;italiana. Il parco  racchiude numerose specie botaniche, tra cui azalee e rododendri, presenti in  oltre 150 varietà accanto a camelie, sequoie secolari, cedri, platani, faggi e  cipressi, che si possono ammirare passeggiando tra i sentieri.</p>
<p>Scopriamo anche che la villa è dotata di due aree  picnic all’aperto e di una caffetteria con una splendida vista sul Lago (<strong>Acqua Cheta lounge bar</strong>). Ci sediamo per  un aperitivo: è quasi l’una, non abbiamo visto molto, ma siamo già sicuri che  venire a fare un salto da queste parti meritava davvero, e non vediamo l’ora di  continuare il nostro giro, chissà cosa ci aspetta.</p>
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		<title>Atmosfere di Como</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 17:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Paesaggi italiani di “vaporosa chiarezza”, così li descriveva il geniale poeta tedesco Goethe, catturato anch’egli dalle atmosfere del Lago di Como, dove fece tappa nel 1788. Sarà la fioca luminosità che viene riflessa dalle azzurre acque, soffusa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1604" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/lago-di-como.jpg"><img class="size-medium wp-image-1604" title="lago-di-como" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/lago-di-como-300x195.jpg" alt="Scorcio sul Lago di Como" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Scorcio sul Lago di Como</p></div>
<p>Paesaggi italiani di “vaporosa chiarezza”, così li descriveva  il geniale poeta tedesco Goethe, catturato anch’egli dalle atmosfere del <a href="http://www.laghiditalia.net/2008/09/como-in-24-ore/">Lago  di Como</a>, dove fece tappa nel 1788. Sarà la fioca luminosità che viene riflessa  dalle azzurre acque, soffusa, spesso ricoperta dalla bruma che ammanta la  superficie del lago, sarà la sensazione di limpidezza e di mistero, una cosa è  comunque certa: anche a noi verrebbe da dire lo stesso, seppur senza trovare le  parole. Come se in quel tenue vapore si potessero nascondere moti d’animo e  impeti del cuore.</p>
<p>Ed è ovvio che da sempre questi luoghi siano meta prediletta  dagli animi romantici. La catena serrata di montagne che percorrono le sue  rive, si spinge fin verso le Alpi. Le acque placide e tranquille, capaci di  incresparsi oltremodo nelle giornate di vento, sotto l’impeto d’improvvise  tempeste, esercitano un fascino gotico. Tutto ciò può concedere una melanconica  pace anche agli spiriti più inquieti.</p>
<p>Como fu fondata nel I secolo a.C. per volere di Giulio  Cesare, come colonia romana ed estremo avamposto dell’impero insubrico.  Tutt’oggi possiede ancora le mura medievali che s’inerpicano lungo l’antico  tracciato delle precedenti fortificazioni, all’interno di cui si dipana un  serrato scacchiere di vie del <em>casrtum</em> romano, che conduce in un percorso cittadino alla scoperta di eleganti palazzi  medievali e rinascimentali, come <strong>Palazzo  Natta</strong>, <strong>Palazzo Rusca</strong>, il <strong>Palazzo Tolomeo Gallio</strong> o le case  rinascimentali di <strong>piazza San Fedele</strong>.  Questi e molti altri sono i simboli cittadini di una grande forza creativa. Passeggiando  tra le vie del centro lo sguardo rimane magneticamente rapito.</p>
<p><strong>Ma il lago è sempre  protagonista indiscusso.</strong> Da <strong>piazza  Cavour</strong> le vie si aprono sul panorama del lago, il vero punto di riferimento  cittadino. Dove il weekend si va a mangiare nei ristoranti tipici, dove  d’estate si va a fare il bagno o un bel giro in barca. Costeggiato da due  romantiche passeggiate scandite da osterie, gelaterie e caffè, lungo le sue  rive custodisce altri patrimoni di arte e cultura. Come ad esempio la  neoclassica <strong>Villa Olmo</strong> che permette  di visitare il <strong>tempio Voltiano</strong> - un  museo dedicato ad Alessandro Volta – e  il monumento ai Caduti, realizzato dal Terragni che prese spunto da un bozzetto  del futurista Antonio Sant’Elia.</p>
<p>E spingendosi più in là, nei dintorni, in bici, in moto o  col battello, altre romantiche bellezze aspettano di essere conquistate.</p>
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		<title>Desenzano del Garda, osteria la Contrada</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 13:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L’arco di noce che unisce le due sale accoglienti la dice già lunga, parva sed apta mihi. Quali parole migliori? “Piccola ma a me sufficiente”. Sì, è proprio così che vien da pensare a chi visita e apprezza la Contrada. Con due piccole stanze ordinate e luminose, il ristorante è un bel posticino, 40 coperti di sapore e tranquillità, a Desenzano del Garda, a due passi dal Lago...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’arco di noce che unisce le due sale accoglienti la dice  già lunga, <em>parva sed apta mihi</em>. Quali  parole migliori? “Piccola ma a me sufficiente”. Sì, è proprio così che vien da pensare  a chi visita e apprezza <a href="http://www.ristorantelacontrada.com/" target="_blank"><strong>la Contrada</strong></a>.  Con due piccole stanze ordinate e luminose, il ristorante è un bel posticino,  40 coperti di sapore e tranquillità, a <strong>Desenzano  del Garda</strong>, a due passi dal Lago. Da più di dieci anni qui si possono  gustare i piatti tipici del territorio, all’insegna di un’autentica filosofia <em>slow.</em> Per chi sa che un buon pranzo in  compagnia è anche un rito.</p>
<div id="attachment_1588" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/desenzano_del_garda.jpg"><img class="size-medium wp-image-1588" title="desenzano_del_garda" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/desenzano_del_garda-300x224.jpg" alt="Desenzano del Garda, Tramonto" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Desenzano del Garda, Tramonto</p></div>
<p><strong>Nella botte piccola</strong>.  Il locale, come da slogan, è di certo minuto, ma se ne fa un baffo. Anzi,  forse ciò è motivo d’orgoglio e punto di forza. L’ambiente raccolto infatti è  l’ideale per chi cerca un luogo frugale dove poter consumare un pasto con  pazienza, dove poter gustare senza fretta molti degli infiniti piatti della  cucina italiana, tra cui, chiaramente, delicate specialità di lago. I tavoli  all’interno son ben disposti, l’arredamento non è così sobrio, ma l’atmosfera è  decisamente adatta al relax, e l’intimità non manca.</p>
<p><strong>Ma veniamo al menù</strong>.  Come insegna la cucina d’autore, un buon piatto non può essere solo bello,  raffinato ed elegante; deve essere pure ghiotto, sapido e abbondante quanto  basta. Sono poche regole e anche semplici, direi. Ma ultimamente, sarò stato un  po’ sfortunato, mi capita spesso di trovare ristoranti che se ne dimenticano.  Ossessionati dalla forma, fanno più attenzione a riempire le portate di  ghirigori che a curare la generosità delle pietanze. Tant’è che nell’ultimo  posto in cui sono stato ho preso un secondo dove il filetto era solo un inutile  dettaglio, in un quadro minuziosamente corredato di foglioline, tutto dipinto  con salsetta all’aceto, che quasi ci mancavano delle piccole scritte con i  versi di una poesia. Bello sì, però…</p>
<p><strong>Ma torniamo al menù. </strong>La  signora Marta Zancarli, garbata ed elegante, passa dolcemente tra i tavoli e si  rivolge agli ospiti con cura, introducendo la lista di piatti che è golosa e  ricca. Come antipasto: il <strong>luccio alla  pescatora</strong> con <strong>polenta di farina di  Storo</strong>, oppure, rimanendo sul pesce, <strong>terrina  di lago</strong>, <strong>trota affumicata</strong> e <strong>filetto di coregone</strong> marinato. Chi  preferisce la carne non rimarrà deluso con la sapida <strong>carne <em>salà</em></strong> e gli  immancabili <strong>salumi locali</strong>, serviti  con verdure di stagione, sott’olio o grigliate. Ed ecco i primi: sapori del  territorio, partendo dai <strong>risotti</strong> – <strong>con luccio, funghi porcini o all’Amarone</strong> – proseguendo con i <strong>tagliolini al bagòss</strong> o i <strong>ravioli con ripieno ai pescetti di  lago</strong>. Andiamo ai secondi: <strong>coregone  al forno</strong> per godersi a pieno i profumi del lago, e che dire dell’ottima <strong>frittura di pesce e gamberi di fiume</strong>?  Se invece si cercano gusti più intensi, conviene assaggiare la <strong>rollata di coniglio</strong> cotta al forno con  contorno di cipolle glassate. O ancora, come piatto unico, il classico <strong>ossobuco con risotto allo zafferano</strong>,  coltivato nella vicina Pozzolengo.</p>
<p><strong>Gran finale. </strong>Con  un parco così ampio di squisitezze risulta molto difficile rimanere delusi. E  se non ne avete ancora abbastanza, <strong>crème  brûlée</strong>, <strong>tarte tatin</strong> e <strong>biscotti alle noci</strong> con crema di  mascarpone concludono le danze in grande stile. Ah, dimenticavo. Qualora  cercaste un vino d’eccellenza, date pure un occhio alla carta, ne rimarrete  piacevolmente impressionati.</p>
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		<title>Lario letterario</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1575" class="wp-caption alignleft" style="width: 183px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/323035008.jpg"><img class="size-medium wp-image-1575" title="Bruma sul Lario" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/323035008-300x193.jpg" alt="Bruma sul Lario" width="173" height="111" /></a><p class="wp-caption-text">Bruma sul Lario</p></div>
<p>Atmosfera  letteraria, alla ricerca dei luoghi manzoniani, il circondario del lago di  Lecco è una sinfonia di montagne. Ce n’è per tutti i gusti e se ci si ferma un  attimo a contemplare ciò che sta intorno, un brivido corre lungo la schiena.  Guglie arrotondate, colli rocciosi, il verde smeraldino dei boschi abbarbicati,  pietre scalfite dai venti, pareti a strapiombo che nascondo orridi, valli e cascate tonanti di acqua gelata. Come fosse un fiume che si fa  strada tra le rocce, il ramo lecchese del <strong>Lario</strong> dispiega mite le sue  acque.</p>
<p><strong>Montagna, lago e  poesia</strong>. Ai piedi di questo teatro di pietra  veglia la città di <strong>Lecco</strong> che sembra quasi debba proteggere uno spazio  surreale. Prima dell’Adda, custodisce l’entrata di un tempio ancora intatto,  ricco di nascondigli segreti, come <a href="http://www.laghiditalia.net/2008/12/varenna/"><strong>Varenna</strong></a>, dove molti milanesi si  rifugiano spesso, quando possono, il weekend, magari in una di quelle giornate  fredde d’inverno, ma soleggiate. Dove chi non è più abituato a vedere orizzonti  ha bisogno di pensare con pazienza. Tra viuzze, strade colorate e belle chiese;  di fronte al punto dove si incrociano i due rami del lago. Senza dubbio da  queste parti si può trovare ciò che ormai, tra i ritmi frenetici delle solite giornate, da tempo è stato  perduto. La custode alle porte del Lario, dunque, sembra lì ad ammonire chi  voglia dirigersi lungo il lago, quasi volesse avvertire che una volta superata  la città, le cose cambiano. E non si deve più correre, e si deve osservare, e  non si deve urlare, e appena puoi molla la macchina, fermati e fai attenzione.</p>
<div id="attachment_1576" class="wp-caption alignright" style="width: 176px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/1541495305_edf666f0c8_m.jpg"><img class="size-medium wp-image-1576" title="Tramonti lecchesi" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2010/01/1541495305_edf666f0c8_m.jpg" alt="Tramonti lecchesi" width="166" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Tramonti lecchesi</p></div>
<p><strong>Come un tempo.</strong> Chissà se Lecco somiglia ancora al bel borgo di cui parlava il poeta  milanese nei <em>Promessi sposi</em>? È evidente come ormai sia una città per  dimensione. Tuttavia, tranquillità e vivibilità son quelle tipiche di un  piccolo paese. Nelle due piazze principali è dove si svolge la vita: XX  Settembre, che da sempre ospita il mercato, incorniciata dall’ampio slargo  porticato su cui si affaccia la medievale <strong>Torre Viscontea</strong>, e Piazza  Cermenati, aperta sul lungolago, da cui si accede alla grande scalinata diretta  al <strong>duomo di San Nicolò</strong>. Il centro cittadino, poco distante dal Duomo,  offre la possibilità di fare piacevoli passeggiate. Vie eleganti e lunghe  stradine ospitano negozi e botteghe artigiane. Fino ad arrivare al  settecentesco <strong>Palazzo Belgiojoso</strong>.</p>
<p><strong>Romantiche vie</strong>. Ai fianchi del lago, lungo l’ansa di fronte la sponda occidentale  del Lario, ecco la costiera degli ulivi: e via alla scoperta della sponda  punteggiata di paesi. <strong>Onno</strong>, <strong>Limonta</strong>, fino a <a href="http://www.laghiditalia.net/2008/10/bellagio-romantica/"><strong>Bellagio</strong></a>. E  magari qua e là si possono trovare anche delle belle spiaggette da cui,  durante una calda giornata d’estate, ci si può pure tuffare. Di grande fascino  il percorso che s’inerpica sulle montagne del <strong>Triangolo lariano</strong> toccando  un punto panoramico di particolare splendore, il <strong>santuario della Madonna del  Ghisallo</strong>, ben conosciuto dagli appassionati di ciclismo. Da qui lo sguardo  si spinge fino alla sponda opposta e le <strong>Grigne</strong>, e <strong>Lecco</strong>, e il <strong>Resegone</strong>,  aspro e frastagliato che al tramonto si fa rosso intenso.</p>
<p>Ma ancor prima,  come se la cura di Lecco non bastasse, <strong>Pescarenico </strong>fa da sentinella, che  quasi sembra volere arginare lo scorrere delle acque, talmente preziose da non  lasciarsele scappare. E come nei versi del poeta, <em>ivi il fluttuamento delle onde  si cangia in un corso diretto</em>. Così il lago si fa Adda, che riesce a portarsi  via un po’ di questa magia e regalarla più giù, in pianura.</p>
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		<title>Un&#8217;oasi in Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bettina boop</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A metà fra Catania e Caltanissetta, nella parte nord-orientale della Sicilia, sorge uno dei bacini artificiali più grandi d'Europa: il lago di Pozzillo. Lungi da apparire come un paesaggio "artificiale", il paesaggio intorno al lago è diventato negli anni una vera e propria oasi naturalistica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img title="Etna" src="http://www.laghiditalia.net/images/sicilia/etna.jpg" alt="Le alpi? No, lEtna visto dal lago Pozzillo, foto dal sito del Comune di Regalbuto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Le alpi? No, l&#39;Etna visto dal lago Pozzillo, foto dal sito del Comune di Regalbuto</p></div>
<p>A metà fra Catania e Caltanissetta, nella parte nord-orientale della Sicilia, sorge uno dei bacini artificiali più grandi d&#8217;Europa: il <strong>lago di Pozzillo</strong>. Lungi da apparire come un paesaggio &#8220;artificiale&#8221;, il paesaggio intorno al lago è diventato negli anni una vera e propria oasi naturalistica.<br />
Costruito nel 1959 con uno sbarramento del fiume Salso, l&#8217;acqua del Pozzillo era destinata all&#8217;irrigazione degli agrumeti della Piana di Catania. Oggi nei terreni circostanti si trovano <strong>mandorli</strong> e spinosi <strong>fichi d&#8217;india</strong>, e vivono numerose specie di uccelli rari, non solo le consuete anatre, e nelle acque nuotano molti esemplari di fauna ittica: carpe, tinche, pesce persico.</p>
<p>Pesca e canottaggio sono passatempi molto diffusi, tanto che il vicino comune di Regalbuto, ha fatto della cultura dello Sport un dovere prioritario nei confronti dei cittadini e dei turisti, soprattutto quelli che <strong>abbandonando le classiche mete siciliane</strong>, desiderano scoprire un aspetto diverso del territorio. A <strong>Regalbuto</strong>, in provincia di Enna, nella contrada &#8220;Piano Arena&#8221; si erge la cittadella dello Sport, dotata di diversi campi da tennis, di calcio, una pista per l&#8217;atletica leggera e numerosi spogliatoi attrezzati. Sempre nella cittadina sorge anche il Palazzetto dello Sport &#8220;Giovanni Paolo II&#8221;, dal disegno molto curato.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img title="Parco tematico Regalbuto" src="http://www.laghiditalia.net/images/sicilia/parco-tematico-regalbuto.jpg" alt="Il progetto del Parco Tematico sul lago Pozzillo" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Il progetto del Parco Tematico sul lago Pozzillo</p></div>
<p>L&#8217;opera più controversa della zona è il Parco Tematico che dovrebbe venire costruito sulle sponde del lago Pozzillo e il cui tema è il mondo antico. Dopo anni di discussioni e proteste da parte dei residenti, sul <a title="Regalbuto" href="http://www.parcotematico.com/" target="_blank">sito ufficiale del parco</a> si ribadisce il carattere <strong>eco-compatibile</strong> del <strong>progetto</strong>: &#8220;<em>Le strutture saranno immerse in una grande oasi verde pari al 65% della superfici della nuova area. Le attrazioni e le ambientazioni tematiche, per le quali i progettisti hanno scelto materiali e rivestimenti naturali, assicurano il rispetto delle bellezze paesaggistiche e naturali, che costituiranno la principale attrazione del complesso</em>&#8220;.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img title="Lago Pozzillo" src="http://www.laghiditalia.net/images/sicilia/lago-pozzillo-sicilia.jpg" alt="Il lago di Pozzillo, foto da VivaEnna.it" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Il lago di Pozzillo, foto da VivaEnna.it</p></div>
<p>Il parco non sarà piccolo: dalla <strong>Magna Grecia</strong> al <strong>Far West</strong>, tre cinema, una discoteca e un <strong>campo da golf</strong> a 18 buche regolamentare, oltre naturalmente alle lussuose strutture ricettive, hotel, ristoranti, parcheggi etc. Viene da chiedersi perché la scelta sia ricaduta su un paese <strong>nel mezzo della Sicilia</strong>, e chi nel progetto ha  investito parla di Regalbuto come un punto strategico. Il lago di Pozzillo infatti è raggiungibile dai centri principali della costa grazie all&#8217;autostrada Palermo-Catania, senza contare la linea delle ferrovie che arriva alla stazione di Catenanuova, e, da qui, il servizio di bus-navetta che porta a Regalbuto. Le società coinvolte nel progetto assicurano che l&#8217;impatto ambientale sarà trascurabile e addirittura migliorativo, ma per il momento il lago non potrebbe sembrare più <strong>perfetto</strong>: regna il silenzio ed è <strong>il luogo ideale per fare un pic-nic</strong>.</p>
<p><strong>Link:</strong><br />
<a title="Regalbuto" href="http://www.vivienna.it/regalbuto/" target="_blank">Regalbuto sul sito Vivienna.it</a><br />
Sito del <a title="Comune di Regalbuto" href="http://www.comune.regalbuto.en.it/" target="_blank">Comune di Regalbuto</a><br />
Il <a title="Parco tematico di Regalbuto" href="http://www.parcotematico.com/" target="_blank">Parco Tematico</a></p>
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		<title>Montisola calamita pensieri</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_1503" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2009/11/peschiera.jpg"><img class="size-medium wp-image-1503" title="Peschiera Maraglio " src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2009/11/peschiera-300x193.jpg" alt="Lago d'Iseo. Peschiera Maraglio all'imbrunire" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Lago d&#39;Iseo. Peschiera Maraglio all&#39;Imbrunire</p></div>
<p>Nell’ora che le luci s’accendono, 	si distingue laggiù in fondo nel buio dell’acqua calma un 	abitato. È il comune Peschiera Maraglio, su <strong>Montisola,</strong> che la sera d’autunno si fa brumosa, ma tutta brilla, tra le due piccolette di <strong>San Paolo</strong> e di <strong>Loreto</strong>, nella culla del <a href="http://www.laghiditalia.net/tag/lago-diseo/" target="_self">Lago d’Iseo</a>.</div>
<p>Quelli che passano dalle parti di <strong>Sulzano</strong>, spesso si fermano a guardare le luci sul monte nel lago e fanno congetture: sbirciano dove le finestre son più dense, tra i viottoli appena illuminati e attraverso lo sfumato chiarore che si perde nei prati e il castagneto.</p>
<p>In uno di quei giorni d’inverno dove l’aria tiepida è nostalgia per l’estate, una breve fuga lacustre è proprio ciò che ci vuole. Farsi coccolare, prendendo un caffé, accarezzati dal sole, è un regalo meritato, soprattutto dopo una lunga e fredda settimana.</p>
<p>Ed eccomi anch’io lì: caffè bevuto, un sabato bello, tardo pomeriggio, di fronte a Montisola, rimuginando pensieri. Si fa sera, il <a href="http://www.tuttomonteisola.it/orario-traghetti-montisola-sulzano.html" target="_blank">battello</a> mi aspetta.</p>
<div id="attachment_1505" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2009/11/montisola-tramonto.jpg"><img class="size-medium wp-image-1505" title="montisola-tramonto" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2009/11/montisola-tramonto-300x225.jpg" alt="TramMontIsola" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">TramMontIsola</p></div>
<p>Dicono sia un&#8217;isola da scoprire tutta. A piedi, in bicicletta o con i piccoli bus, si possono trovare splendidi scorci e preziosi borghi ricolmi di piccoli gioielli di arte e di storia.</p>
<p>Tra le acque del placido Iseo, Montisola guarda a Bergamo con la parte più verde e rivolge alla sponda bresciana il versante scosceso dominato dal <strong>Santuario della Madonna della Ceriola</strong>.</p>
<p>A mezza collina, oleandri, agavi e mimose, testimoni del clima mite da giardini di riviera, custodiscono minuscoli gruppi d&#8217;antichi caseggiati, come <strong>Masse</strong> e <strong>Olzano</strong>, con adorabili piazzette e deliziosi loggiati. E tra campi coltivati e boschetti di castano si fa spazio anche la bella scalinata acciottolata che conduce da <strong>Carzano</strong> ai caseggiati cinquecenteschi di <strong>Novale</strong>, con i sottoportici e i muri in pietra.<br />
Ma i tesori non sono ancora tutti.</p>
<div id="attachment_1507" class="wp-caption alignleft" style="width: 259px"><a href="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2009/11/montisola.jpg"><img class="size-medium wp-image-1507" title="montisolapanoramica" src="http://www.laghiditalia.net/wp-content/uploads/2009/11/montisola-300x200.jpg" alt="Veduta di Montisola" width="249" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta di Montisola</p></div>
<p>La chiesa dagli interni barocchi di <strong>San Giovanni</strong>, qui non “il Battista”, ma “<strong>delle sardine</strong>&#8221; perché nel suo giorno, il 24 giugno, s’incomincia a pescare il gustosissimo pesce. <strong>Menzino</strong> e la <strong>rocca Martinengo</strong>.<strong> Siviano</strong> medievale dagli strettissimi vicoli, affacciata sul lago con un angolo pittoresco fiancheggiato dalla bella villa cinquecentesca fatta costruire dai Fenaroli. La romantica <strong>passeggiata degli ulivi</strong>, che appassionò anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Sand" target="_blank">George Sande</a>, tra Peschiera e il porticciolo di <strong>Sensole</strong> ombreggiato da oleandri. Viuzze, sentieri e piccole vie che si aprono un varco verso il lago e si inerpicano verso <strong>Cure</strong>, il borgo più in alto, proprio sotto la vetta, con le antiche case e i balconi in legno. E infine la meravigliosa vista di <strong>Senzano</strong>, a perdita d’occhio, oltre le <strong>Torbiere del Sebino</strong>.</p>
<p>Chissà se anche da lassù qualcuno sbircia le luci dei paesi di fronte. Chissà se qualcuno tarda a prendere il battello per andare, chissà se preferisce rimaner lì perché non sa quando potrà tornare.</p>
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		<title>Gli orridi di Uriezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 12:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bettina boop</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L'"orrido" è una profonda gola scavata da torrenti in migliaia di anni. Gli orridi di Uriezzo sono nati dalla lenta azione dei corsi d'acqua che scorrevano sul fondo dell'antico ghiacciaio del Toce, situato nell'attuale valle Antigorio, uno dei rami della val d'Ossola. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.laghiditalia.net/images/marmitte-maiesso.jpg"><img title="Marmitte a Maiesso" src="http://www.laghiditalia.net/images/marmitte-maiesso.jpg" alt="Le marmitte dei giganti a Maiesso" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Le marmitte dei giganti a Maiesso</p></div>
<p>Il nome è ambiguo, ma per gli appassionati di montagna non ci sono dubbi: l&#8217;&#8221;<strong>orrido</strong>&#8221; è una profonda gola scavata da torrenti in migliaia di anni. Gli orridi di Uriezzo sono nati dalla lenta azione dei corsi d&#8217;acqua che scorrevano sul fondo dell&#8217;antico ghiacciaio del Toce, situato nell&#8217;attuale <strong>valle Antigorio</strong>, uno dei rami della <strong>val d&#8217;Ossola</strong>. Si reputa che durante l&#8217;ultima glaciazione, (si parla &#8220;solo&#8221; di 10.000 anni fa!) la valle Antigorio fosse interamente coperta dal ghiacciaio del Toce, e che lo strato di ghiaccio si estendsse per almeno un chilometr, lasciando spuntare solo i rilievi più alti.</p>
<p><a href="http://www.laghiditalia.net/images/orrido-uriezzo.jpg"><img class="alignleft" title="Orrido Uriezzo" src="http://www.laghiditalia.net/images/orrido-uriezzo.jpg" alt="" width="156" height="228" /></a>Siamo nell&#8217;alto Piemonte, e la val d&#8217;Ossola, chiusa tra <strong>alpi Pennine e Lepontine</strong> è attraversata oggi dal fiume Toce. La valle è compresa dal punto di vista amministrativo nella nuova provincia di Verbanio-Cusio-Ossola e confina a est con il cantone Vallese della Svizzera e a ovest con la provincia lombarda di Varese.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 196px"><a href="http://www.laghiditalia.net/images/passolento.jpg"><img class=" " title="Orrido di Uriezzo" src="http://www.laghiditalia.net/images/passolento.jpg" alt="LOrrido Sud di Uriezzo, dal sito Passolento.it" width="186" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Orrido Sud di Uriezzo, dal sito Passolento.it</p></div>
<p>Gli orridi di Uriezzo che possono essere percorsi a piedi sono tre: l&#8217;Orrido Sud, quello Nord-Est e l&#8217;Orrido Ovest. Attraverso l&#8217;erosione delle rocce, la Natura si è sbizzarrita a creare forme curve e dolci, denominate &#8220;<strong>marmitte</strong>&#8220;. L&#8217;azione modellante, potremmo quasi dire la &#8220;scultura&#8221;, è dovuta all&#8217;alternanza di raffreddamento e riscaldamento dell&#8217;ambiente, unita al trasporto di detriti, sabbia e ciottoli, mossi dalla forza della corrente.</p>
<p>Ecco dunque una bella escursione&#8230; Partendo dalla città di Domodossola si prende la strada verso <strong>Baceno</strong>. Vicino alla chiesa di San Gaudenzio parte il sentiero che scende nel bosco, e che in mezz&#8217;ora conduce a Maiesso. Qui si possono ammirare le cosiddette <strong>Marmitte dei Giganti</strong>, e i <strong>numerosi laghetti</strong> che si alternano lungo il percorso e riflettono i monti circostanti. Continuando verso l&#8217;Orrido Sud di Uriezzo, ci si avvicina a un paesaggio più scuro, umido e misterioso, quello delle vere e proprie gole nella roccia. La cosa sorprendente di questo paesaggio è che sembra di addentrarsi in una grotta, ma rimane <strong>sempre uno spiraglio di luce</strong> dall&#8217;alto. L&#8217;orrido Sud è anche il più suggestivo: profondo 20-30 metri, e lungo circa 200 metri. Da questo si può proseguire verso l&#8217;Orrido di Nord-Est, quindi verso quello di Nord-Ovest, il più angusto dei tre, per poi rientrare a Baceno.</p>
<p>Non lontano da Baceno hanno aperto da poco le <a title="Terme di Premia" href="http://www.premiaterme.com/" target="_blank">Terme di Premia</a>, uno stabilimento termale dove potersi rilassare senza rinunciare al contatto con la montagna. Le vasche esterne offrono infatti una temperatura di 30° anche in inverno, con pacchetti da 25€.</p>
<p>Una curiosità: lungo la strada tra Domodossola e Baceno si attraversa la località di <strong>Crodo</strong>, originaria del famoso <strong>Crodino</strong>, il classico aperitivo biondo.</p>
<p>Altre foto della Val d&#8217;Ossola su <a title="Val d'Ossola" href="http://www.flickr.com/groups/ossola/" target="_blank">Flickr</a>.</p>
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