Bellano, tra sacro e profano
Mi è capitato spesso di prendere la macchina per andare a fare una bella passeggiata lungo le rive del Lario. Solitamente vado verso la riva est, quella che porta su in Valtellina. Qui si trovano diverse graziose cittadelle, piacevoli da visitare, con ottimi ristorantini, l’ideale per sentirsi in vacanza. Punti di riferimento strategici per chi volesse prendere un battello e girare il resto del lago. Ma devo dire che tra tutte queste mie fughe lacustri, una in particolare mi è rimasta impressa. L’ultima volta che mi fermai a Varenna, davvero graziosa, sentii parlare bene di Bellano, poco più su. E così la volta dopo decisi di raggiungerla.
Era gennaio, una giornata limpida e pulita, il sole scaldava appena e l’aria profumava d’inverno. Giusto il tempo di cercare parcheggio, e mi accorsi di essere capitato in un momento singolare. Il lungo lago, infatti, era arredato da vivaci bancarelle e per le strade molte persone camminavano agghindate con abiti antichi. Ebbene erano i giorni della Pesa Vegia.
La Pesa Vegia coincide con la festa dell’Epifania. Una tradizione antica che risale a più di 400 anni fa e che si dice tragga le proprie origini da un evento storico. Si narra che intorno al 1600 il Conte di Fuentes avesse imposto l’utilizzo di nuove unità di misura. Questo creò non poco disappunto tra i commercianti che, dopo essersi riuniti in municipio, decisero di chiederne la revoca. Il Conte di Fuentes accettò e la notizie arrivò via lago. I Bellanesi attendevano impazienti lungo le rive e quando videro spuntare nella notte la gondola corriera urlarono: “Pesa vegia o Pesa nova?”. La risposta fu: “Pesa Vegia”. Era il 5 gennaio, la vigilia dell’Epifania, e fu così che si anticiparono i festeggiamenti. Gli abitanti di Bellano gridarono di gioia, ballarono e si travestirono inscenando la rappresentazione dei Magi, improvvisando cortei, brindando e mangiando nelle taverne.
E così è ancora oggi. Si continua a inscenare, anno dopo anno, l’arrivo del Podestà accompagnato dai nobili, il corteo spagnolo e quello dei Re Magi. C’è la tradizionale corsa delle Pese per le vie del paese, il mercatino di antiquariato e artigianato sul lungolago e il presepe vivente. Nei ristoranti della cittadina si degustano menu della tradizione e la festa si protrae fino a mezzanotte, quando viene accenso il gran Falò sul molo.
Decisi di rimanere lì fino a sera per godermi la cena e il falò. Così mi cercai un albergetto e trovai un vero angolo di paradiso nel Borgo Verginate, con una vista mozzafiato, ad appena 5 minuti di macchina. Insomma, una gita davvero fortunata.




