Un’oasi sul Garda
A volte, trovare un modo per descrivere luoghi talmente belli che si raccontano da soli risulta davvero difficile, ma poi facendo un poco attenzione alle storie, ai particolari e ai volti che abitano questi posti si può trovare con facilità un aneddoto. Per esempio, avrei potuto iniziare a parlare degli scenari magici che si possono trovare nel Parco dell’alto Garda Bresciano, da cui spesso son stato rapito; senza dubbio avrei attaccato citando, non so, Gabriele D’Annunzio, per poi accennare al clima e alle magnificenze della natura. Ma sicuramente l’effetto sarebbe stato banale e non abbastanza efficace per emozionarsi.
Sarebbe stato meglio raccontarvi, anche brevemente, la storia di un uomo, della sua passione e dell’amore per questa terra. Come per esempio Arturo Hruska, medico di origine boema, che fu dentista degli zar dal 1911 al 1914, della famiglia reale italiana, dei papi Pio XII e Giovanni XXIII, e di re Alberto del Belgio.
Persona colta e ricercatore attento, i suoi studi gli procurarono fama internazionale portandolo in giro per tutto il mondo, dal cuore dell’Africa alla Lapponia. Da tutti i suoi viaggi Hruska tornava con specie botaniche rarissime. Tornava dove? Ebbene sì, alla sua amata villa di Gordone Riviera, vicino a Salò. E così il suo terreno di 10.000 metri quadrati si trasformò in un orto botanico.
Il cittadino onorario del piccolo paese sul lago si dedicò con costanza al suo giardino e il suo ingegno poetico gli permise in questo modo di creare una sorta di angolo di montagna con rocce dolomitiche ed essenze alpine in un ambiente che alpino non era, ricostruendo gli habitat originali di specie botaniche provenienti da Tibet, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
La specie più rara del giardino rimane la Metasequoia glyptostroboides, una pianta nata dai semi che il medico boemo trovò nel carbon fossile, in Cina. E tra i diversi colori che si alternano nelle stagioni e i lievi profumi, l’acqua unifica la variegata natura dell’intero parco: ruscelli, piccoli stagni, cascatelle impreziosiscono l’intera oasi.
Il giardino, oggi Fondazione André Heller, dal nome dell’artista che ha comprato la proprietà, resta a testimonianza di una profonda passione ispiratrice che le rive del Garda emanano, certamente un luogo “di culto” imperdibile per chi avesse la fortuna di sostare per qualche giorno in zona.





Commenti
Trackback