Lario letterario
Atmosfera letteraria, alla ricerca dei luoghi manzoniani, il circondario del lago di Lecco è una sinfonia di montagne. Ce n’è per tutti i gusti e se ci si ferma un attimo a contemplare ciò che sta intorno, un brivido corre lungo la schiena. Guglie arrotondate, colli rocciosi, il verde smeraldino dei boschi abbarbicati, pietre scalfite dai venti, pareti a strapiombo che nascondo orridi, valli e cascate tonanti di acqua gelata. Come fosse un fiume che si fa strada tra le rocce, il ramo lecchese del Lario dispiega mite le sue acque.
Montagna, lago e poesia. Ai piedi di questo teatro di pietra veglia la città di Lecco che sembra quasi debba proteggere uno spazio surreale. Prima dell’Adda, custodisce l’entrata di un tempio ancora intatto, ricco di nascondigli segreti, come Varenna, dove molti milanesi si rifugiano spesso, quando possono, il weekend, magari in una di quelle giornate fredde d’inverno, ma soleggiate. Dove chi non è più abituato a vedere orizzonti ha bisogno di pensare con pazienza. Tra viuzze, strade colorate e belle chiese; di fronte al punto dove si incrociano i due rami del lago. Senza dubbio da queste parti si può trovare ciò che ormai, tra i ritmi frenetici delle solite giornate, da tempo è stato perduto. La custode alle porte del Lario, dunque, sembra lì ad ammonire chi voglia dirigersi lungo il lago, quasi volesse avvertire che una volta superata la città, le cose cambiano. E non si deve più correre, e si deve osservare, e non si deve urlare, e appena puoi molla la macchina, fermati e fai attenzione.
Come un tempo. Chissà se Lecco somiglia ancora al bel borgo di cui parlava il poeta milanese nei Promessi sposi? È evidente come ormai sia una città per dimensione. Tuttavia, tranquillità e vivibilità son quelle tipiche di un piccolo paese. Nelle due piazze principali è dove si svolge la vita: XX Settembre, che da sempre ospita il mercato, incorniciata dall’ampio slargo porticato su cui si affaccia la medievale Torre Viscontea, e Piazza Cermenati, aperta sul lungolago, da cui si accede alla grande scalinata diretta al duomo di San Nicolò. Il centro cittadino, poco distante dal Duomo, offre la possibilità di fare piacevoli passeggiate. Vie eleganti e lunghe stradine ospitano negozi e botteghe artigiane. Fino ad arrivare al settecentesco Palazzo Belgiojoso.
Romantiche vie. Ai fianchi del lago, lungo l’ansa di fronte la sponda occidentale del Lario, ecco la costiera degli ulivi: e via alla scoperta della sponda punteggiata di paesi. Onno, Limonta, fino a Bellagio. E magari qua e là si possono trovare anche delle belle spiaggette da cui, durante una calda giornata d’estate, ci si può pure tuffare. Di grande fascino il percorso che s’inerpica sulle montagne del Triangolo lariano toccando un punto panoramico di particolare splendore, il santuario della Madonna del Ghisallo, ben conosciuto dagli appassionati di ciclismo. Da qui lo sguardo si spinge fino alla sponda opposta e le Grigne, e Lecco, e il Resegone, aspro e frastagliato che al tramonto si fa rosso intenso.
Ma ancor prima, come se la cura di Lecco non bastasse, Pescarenico fa da sentinella, che quasi sembra volere arginare lo scorrere delle acque, talmente preziose da non lasciarsele scappare. E come nei versi del poeta, ivi il fluttuamento delle onde si cangia in un corso diretto. Così il lago si fa Adda, che riesce a portarsi via un po’ di questa magia e regalarla più giù, in pianura.






Commenti
Trackback