Montisola calamita pensieri

By Mattia • on Novembre 17, 2009
Lago d'Iseo. Peschiera Maraglio all'imbrunire

Lago d'Iseo. Peschiera Maraglio all'Imbrunire

Nell’ora che le luci s’accendono, si distingue laggiù in fondo nel buio dell’acqua calma un abitato. È il comune Peschiera Maraglio, su Montisola, che la sera d’autunno si fa brumosa, ma tutta brilla, tra le due piccolette di San Paolo e di Loreto, nella culla del Lago d’Iseo.

Quelli che passano dalle parti di Sulzano, spesso si fermano a guardare le luci sul monte nel lago e fanno congetture: sbirciano dove le finestre son più dense, tra i viottoli appena illuminati e attraverso lo sfumato chiarore che si perde nei prati e il castagneto.

In uno di quei giorni d’inverno dove l’aria tiepida è nostalgia per l’estate, una breve fuga lacustre è proprio ciò che ci vuole. Farsi coccolare, prendendo un caffé, accarezzati dal sole, è un regalo meritato, soprattutto dopo una lunga e fredda settimana.

Ed eccomi anch’io lì: caffè bevuto, un sabato bello, tardo pomeriggio, di fronte a Montisola, rimuginando pensieri. Si fa sera, il battello mi aspetta.

TramMontIsola

TramMontIsola

Dicono sia un’isola da scoprire tutta. A piedi, in bicicletta o con i piccoli bus, si possono trovare splendidi scorci e preziosi borghi ricolmi di piccoli gioielli di arte e di storia.

Tra le acque del placido Iseo, Montisola guarda a Bergamo con la parte più verde e rivolge alla sponda bresciana il versante scosceso dominato dal Santuario della Madonna della Ceriola.

A mezza collina, oleandri, agavi e mimose, testimoni del clima mite da giardini di riviera, custodiscono minuscoli gruppi d’antichi caseggiati, come Masse e Olzano, con adorabili piazzette e deliziosi loggiati. E tra campi coltivati e boschetti di castano si fa spazio anche la bella scalinata acciottolata che conduce da Carzano ai caseggiati cinquecenteschi di Novale, con i sottoportici e i muri in pietra.
Ma i tesori non sono ancora tutti.

Veduta di Montisola

Veduta di Montisola

La chiesa dagli interni barocchi di San Giovanni, qui non “il Battista”, ma “delle sardine” perché nel suo giorno, il 24 giugno, s’incomincia a pescare il gustosissimo pesce. Menzino e la rocca Martinengo. Siviano medievale dagli strettissimi vicoli, affacciata sul lago con un angolo pittoresco fiancheggiato dalla bella villa cinquecentesca fatta costruire dai Fenaroli. La romantica passeggiata degli ulivi, che appassionò anche George Sande, tra Peschiera e il porticciolo di Sensole ombreggiato da oleandri. Viuzze, sentieri e piccole vie che si aprono un varco verso il lago e si inerpicano verso Cure, il borgo più in alto, proprio sotto la vetta, con le antiche case e i balconi in legno. E infine la meravigliosa vista di Senzano, a perdita d’occhio, oltre le Torbiere del Sebino.

Chissà se anche da lassù qualcuno sbircia le luci dei paesi di fronte. Chissà se qualcuno tarda a prendere il battello per andare, chissà se preferisce rimaner lì perché non sa quando potrà tornare.

Commenti

Trackback

Scrivi un commento