L’isola Comacina

By Comemafalda • on Febbraio 1, 2009

Questo inverno così lungo e freddo mi invoglia a passare le domeniche in casa. Il massimo che posso fare è raggiungere gli amici per una pizza o un cinema (ultimamente insisto per il cinema, dato che costa meno e poi non ingrassa).

Per spezzare un po’ la routine di queste giornate casalinghe (e avendo visto tutti i film che mi interessavano al cinema), domenica scorsa ho deciso di fare il grande passo, ovvero uscire di casa. Per farmi coraggio chiamo la mia amica Chiara al telefono e le chiedo se ha voglia di fare in giro con me alla Feltrinelli. Pensando di aggiungere un pizzico d’avventura alla mia proposta, aggiungo che ci potrebbe anche scappare una cioccolata calda con panna.

L'isola Comacina - Foto di Illyfoto

Isola Comacina - Foto di Illyfoto

Chiara però mi stupisce e mi dice che ha già programmato una gita all’isola Comacina insieme a Filippo. Ah…ancora Filippo! Non è possibile che quel ragazzo non si sia ancora arreso, le dico io. Chiara ride e mi risponde che è lei che si è arresa, da più di un mese ormai!

Questa notizia mi fa capire che l’inverno per me è stato davvero nefasto: non solo non sono più uscita di casa, ma ho anche trascurato le amicizie e non sono nemmeno aggiornata sui nuovi amori in corso!!!

Chiara mi chiede se voglio andare con loro, ma non mi sembra il caso, mi sentirei proprio fuori posto. Lei insiste e aggiunge che non sarebbero comunque soli, dato che si sono aggiunte anche Federica e Sofia. Già, anche loro non le sento da un po’.

Va bene, dico a Chiara, mi hai convinta, vengo all’isola Comacina…ma dov’è? Ma coooomeeee, risponde Chiara, è l’unica isola del Lago di Como, possibile che non l’ha mai sentita nominare? Eh no, mai, le rispondo.

All’isola arriviamo in traghetto, naturalmente, imbarcandoci dal pontile di Sala Comacina (vedi mappa). La giornata è luminosa e soleggiata e l’isola è una vera sopresa, così piccola e così carina. Io poi mi riempio letteralmente gli occhi osservando il piccolo golfo ricco di ulivi e immagino come possa essere questa zona durante la bella stagione.

Prendiamo subito il sentiero che troviamo alla nostra sinistra, si chiama viale del poeta. E’ lungo due chilometri,quanto basta per condurci alla scoperta dell’isola e dei suoi tesori nascosti.

isola comacina

Il viale del poeta - Foto di thesportpaige

Filippo ci racconta che prendendo il sentiero sulla destra, si raggiunge una locanda molto romantica e tranquilla e, strizzando l’occhio a Chiara, aggiunge che si potrebbe andare a prendere qualche informazione e magari tornarci per un week-end. Il posto si chiama, guarda caso, Locanda dell’isola Comacina.

I veri protagosti dell’isola sono i resti storici e archeologici, incredibilmente ricchi per un’isola così piccola. Durante il percorso i vari cartelli ci avvertono quando siamo in presenza di qualcuno di loro. Se non ci fossero i cartelli non sempre riusciremmo a distinguerli.

L’isola è disabitata dal 1169, quando fu attaccata pesantemente dai comaschi per questioni di potere che non ho approfondito. Da allora è stata teatro di scavi archeologici e non è mai stata davvero ricostruita.

Qualche abitazione c’è e risale agli anni ‘30 del secolo scorso, quando l’isola doveva diventare un resort per artisti e furono costruite tre case studio. Il progetto non si realizzò, ma le case sono rimaste e sono tra gli esempi più rappresentativi di architettura formale razionalistica.
Oggi le ville sono in evidente stato d’abbandono ed è davvero una vergogna e un peccato che è molto perpetrato in Italia.

Tutte queste cose me le racconta sempre Filippo, mentre Chiara lo guarda con occhi adoranti e, d’un tratto capisco perché alla fine si è arresa alla sua deteminazione e ne sono davvero contenta.

Comunque, a parte le bellezze architettoniche e archeologiche, la cosa bella dell’isola Comacina, secondo me, è il panorama che si gode e la pace assoluta (a parte gli schiamazzi di Federica e Sofia che, completamente impermeabili al fascino dell’isola, hanno continuato ininerrottamente a parlare di quante cose si sono comprate durante gli ultimi saldi e delle lezioni di pilates che saltano sempre per colpa del troppo lavoro.

Il rito del caffè alla Locanda dell'isola

Il rito del caffè alla Locanda

Oltre a loro, l’unica altra nota negativa della gita è stato lo scoprire che la Locanda dell’isola è chiusa nei mesi invernali (dal 1° novembre al 1° marzo). Peccato perché ero davvero curiosa. Filippo sostiene che la cucina è molto semplice, ma ottima. Pare che il menù sia lo stesso dal 1947 e che a fine pasto, quando viene servito il caffé, il padrone della locanda entra in sala al suono di una campana, brucia il brandy nel pentolone, poi mentre narra la storia dell’isola, aggiunge al brandy zucchero e caffè e serve nelle tazze.

Eh sì, devo proprio tornarci!

Link utili:

La Locanda dell’isola Comacina
http://www.comacina.it

L’isola Comacina su Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_Comacina

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