I laghi della Val d’Aveto
Chi viene in Liguria, più che cercare il lago, va dritto al mare. Se uno proprio vuole andare al lago piuttosto sta in Lombardia, o in Piemonte. Ho sempre pensato che, per chi vive nell’interno, il lago fosse un surrogato del mare, in ogni caso l’Appennino ligure offre la possibilità di fare bellissime escursioni, per respirare atmosfera di montagna, con tanto di boschi e laghi.
In Liguria i laghi naturali sono pochi, soltanto 33, e anche i più capienti, hanno dimensioni ridotte. Venti di questi laghi sono di origine glaciale e uno dei maggiori esperti della regione, Daniele Ferrando, nel suo libro Laghi della Liguria e “dintorni” rivela di aver studiato a lungo i “corpi lacustri” , ma di non essere riuscito per 4 di loro a determinare le cause che li hanno originati. In fondo dev’essere un po’ come esaminare la scena di un delitto, indagando come si sono svolti i fatti. Voglio approfittarne per raccontarvi una gita nella Val d’Aveto, in provincia di Genova. Fra passi e valli, che in passato mettevano in comunicazione con la vicina pianura Padana, si snoda l’Altavia dei Monti Liguri, la cui vetta più alta è il Monte Aiona (m 1701 s.l.m.).
Siamo al Lago degli Abeti, a più di 1300 metri sopra il livello del mare, uno dei più suggestivi dell’area protetta, la Riserva naturale delle Agoraie. Lo dice il suo nome: il lago è abbracciato da un bosco di abeti che si specchiano nelle sue acque. In taluni momenti della giornata l’abetaia conferisce all’acqua un colore verde-azzurro. Il Lago degli Abeti è stato oggetto di diversi studi, mirati a scoprire quale fosse l’origine di alcuni tronchi bianchi posati sul fondale e visibili dalle sponde. In un primo momento si pensò a tronchi di origine fossile, ma l’ipotesi più avvalorata parla di esemplari caduti a seguito di nubifragi o anche terremoti. Si tratta di calamità avvenute 2.600 anni fa, una stima resa possibile dal metodo del cabone radioattivo.
Storia a parte, godiamoci la geografia. L’area protetta delle Agoraie ospita rare specie di flora, mentre per quanto riguarda la fauna, pare che ultimamente in queste zone sia stato avvistato il lupo. Per arrivare a Rezzoaglio si passa da Chiavari, una cittadina della costa del levante ligure. Arrivati a Chiavari si prosegue verso l’interno, in direzione di Carasco e quindi prendendo la via per Borzonasca, si va lungo la strada SP586. Salendo si incontrato diverse frazioni, e superato Rezzoaglio, lungo la SP654, si incontra Magnasco. La toponomastica fa risalire il nome di questa località al latino “magnus obscurus“, perché l’area è fitta di boschi, soprattutto faggi e abeti bianchi.
Più in basso, sempre nella val d’Aveto, troviamo diversi laghi denominati come laghi delle Agoraie e il più importante, il Lago delle Lame, a tre chilometri da Magnasco. Il nome “lame” potrebbe derivare dal latino “amnis“, ovvero rivo d’acqua, oppure da “lama” inteso come “piccola valle”. Qui si posso pescare le trote, ma anche, come si suol dire, darsi all’ippica. Infatti, il vicino albergo-ristorante, è dotato di un maneggio, aperto da giugno a settembre.
Link utili
Per visitare la Riserva delle Agoraie rivolgesi all’Ente Parco Naturale Regionale dell’Aveto





