Nemi: il lago delle fragole
Qualche anno fa il comune di Nemi, a sud-est di Roma, promosse un concorso per giovani architetti. Eravamo laureati da un po’, e i miei compagni di università mi coinvolsero in questa avventura, un’occasione che io presi al volo per stare un po’ con loro e soprattutto per fare qualcosa che non fosse un lavoro, ma solo un piacere.
Il gruppo di partecipanti era folto, “pure troppo” come si dice, ma alla gita partecipammo solo in quattro. Partenza da Genova in automobile (piccola) e in mezza giornata eravamo in Lazio, pronti alla conquista del mitico Lago di Nemi. Fino a quel momento lo avevamo visto solo in foto, persino dal satellite. Ne avevamo indagato la storia, scoprendo che il Lacus Nemorensis aveva da sempre acceso la fantasia di chi lo aveva visto, e speravamo quindi di trarre ispirazione dal luogo.
Il “nemus” era il bosco sacro a Diana, alla quale gli antichi romani avevano dedicato un tempietto. Ora si intuiscono i resti della costruzione, su quelle che allora dovevano essere le rive del lago, e che oggi si sono ritirate di qualche centinaio di metri. Ma i tesori sepolti del lago sono ben altri. Nel 1944 sul fondo delle acque vennero ritrovate due navi, il che potrebbe sembrare normale, ma sta di fatto che queste due imbarcazioni erano piuttosto grandi, e oggi ne esiste una ricostruzione di dimensioni inferiori, nel museo archeologico che sorge sulle rive.
L’incanto di Nemi, uno dei tanti, è che il lago occupa il cratere di un vulcano, spento naturalmente. Infatti le sponde salgono rapidamente fino al paesino che risulta quindi arroccato. Ricordo che questa fu una vera scoperta: le curve di livello che avevamo visto disegnate sulle planimetrie della zona, corrispondevano a un’altezza notevole, e infatti Nemi e il suo lago sono ben distanti, almeno in linea d’aria, tanto è vero che il comune chiedeva di progettare una cremagliera.
La passeggiata però è piacevole, soprattutto per le orde di romani che nei fine settimana invadono la zona, vogliosi di gustare le famose fragole che qui trovano fertile terreno (la Sagra delle Fragole è in giugno) . Ai tempi le rive del lago non erano percorribili del tutto, poiché in alcuni tratti c’erano delle barriere, anche se in teoria non è possibile privatizzare un luogo pubblico come questo. In ogni caso è sempre possibile affittare una canoa e navigare dentro al vulcano, ammirando questa nicchia nei Colli Albani.
La leggenda racconta che da Nemi, che vanta un bellissimo centro storico, nelle notti più nitide si possa ammirare il fenomeno delle tre lune: una è nel cielo, una si specchia nel lago, e la terza è riflessa nel mare che si scorge in lontananza.






Commenti
Di Comemafalda on Dicembre 24th, 2008 at 01:24
Sono golosisssssssima di fragole…ma tu le hai mangiate? Erano buone? Non avevo mai sentito parlare delle fragole di Nemi.